mercoledì 20 settembre 2017

MTV20 - VOL. 1.3 : INTERVISTA A MAO

01.03.04 Mao


Il quarto intervistato è Mauro Gurlino in arte Mao. Dal 1997 al 2000, insieme ad Andrea Pezzi, ha condotto Hot, Tokusho, Tiziana e Kitchen. In quest'ultimo programma realizzava dei piccoli 'momenti' di voce e chitarra acustica. Mao infatti è un musicista più che un vj, e negli anni ha realizzato sei album (due con la sua ex band e quattro da solista) e ad oggi gestisce uno studio di registrazione a Torino.

- Sei stato uno dei primi volti di MTV Italia e quindi hai vissuto le prime fasi del canale. Cosa ti ricordi di quell’MTV? Com’era lavorare per un canale così nuovo e fresco nel contesto televisivo italiano della seconda metà degli anni Novanta?

È stata un’esperienza esaltante. Sembrava tutto nuovo e al tempo stesso familiare, non so se riesco a rendere l’idea. Un po' come lavorare in una tv che non era una tv.

- Uno dei programmi storici di MTV Italia è stato Kitchen, che hai co-condotto insieme ad Andrea Pezzi. Il tuo ruolo era abbastanza “atipico” visto che, in quanto artista, realizzavi dei piccoli interludi di chitarra e voce, mantenendo così la connotazione musicale tipica del canale. Che ricordo hai dell'esperienza di Kitchen? Sei d’accordo nel definirlo uno dei programmi più importanti di MTV Italia?

Ricordo che non avevamo un copione e neanche una vera e propria scaletta. Volevamo che rimanesse come le chiacchierate che si fanno tra gente che “si piglia”. Andrea ha un talento pazzesco nell’individuare quella che potremmo definire impropriamente “la psicologia di una persona o di una situazione”, nel senso che era bravo a trovare dei punti critici e affrontarli con l’interlocutore in maniera schietta. Adesso lo so che a qualcuno potrò sembrare megalomane, ma Kitchen credo sia stato uno dei programmi più importanti di MTV, nel senso che ha aperto la strada a tutto il filone di cucina in tv fino a Master Chef... ahimè.

- Sempre insieme ad Andrea Pezzi, nel 1999 avete realizzato la mini sit-com Tiziana. Com’è nata l’idea di realizzare quel format? Cosa puoi raccontare a riguardo?

Per quanto riguarda Tiziana ci chiesero di fare delle pillole di carattere comico-onirico, che dovevano andare in onda durante il palinsesto estivo come una sorta di carosello. Quindi siamo partiti, credo fosse il mese di giugno, per la Costa Smeralda con una mini troupe, per fare dei mini film. Si sparse la voce e la cosa divenne parecchio conviviale tant’è che nelle clip compaiono da Morgan a Benedetta Mazzini. Forse non è stato uno dei nostri programmi più riusciti, ma sicuramente una delle cose più interessanti che ho fatto. Col senno di poi abbiamo avuto l’occasione di sperimentare il formato che con l’avvento di YouTube è diventato quasi lo standard per i giovani videomaker.

- La situazione di MTV Italia è nota a tutti. Con la svolta generalista ha perso la sua caratteristica principale, cioè quella di essere un canale dedicato prevalentemente alla musica. Questo cambiamento ha portato alla monopolizzazione del palinsesto con programmi importati dagli Stati Uniti e alla scomparsa di format italiani classici, quelli basati sulla struttura presentatore/studio/pubblico/ospiti. Pensi che questo cambiamento fosse inevitabile perché i tempi cambiano, o pensi che si potesse fare qualcosa per mantenere MTV come canale musicale originale, moderno e giovanile anche nei tempi odierni?

Credo che MTV Italia fosse progettata come una finestra che si è aperta per un determinato periodo sul nostro territorio. Non dimentichiamo che quella italiana è stata un’esperienza unica, perché negli altri paesi MTV era a pagamento. In sostanza è come se avesse “aggiornato” il linguaggio televisivo nostrano e preparato il pubblico a quella rivoluzione che qualche anno dopo sono stati YouTube e più in generale il fenomeno dei social network.

- Nel mio articolo ho stilato una classifica dei migliori format italiani della storia di MTV, tra cui c’è anche Kitchen. Quali sono stati i tuoi programmi preferiti di MTV?

Il mio programma preferito è Hot. C'era un fish-eye che riprendeva uno spazio bianco. Il massimo con il minimo... e poi la mia avventura a MTV è cominciata proprio come ospite di quel programma!

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Le altre interviste:
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VOL. 1.1 : Storia di MTV Italia
VOL. 1.2 : I migliori programmi di MTV Italia
VOL. 2 I migliori programmi di MTV America
VOL. 3 : I migliori cartoni animati di MTV

MTV20 - VOL. 1.3 : INTERVISTA A KRIS REICHERT


01.03.05 Kris Reichert


La quinta intervistata è Kris Reichert. Insieme all'amica Kris Grove fa parte del duo Kris & Kris, che dal 1998 al 2002 ha condotto DanceFloor Chart, MTV On The Beach, Select e Stylissimo. Dopo l'esperienza ad MTV Italia sono passate su Rai 2, conducendo nel 2003 il programma CD Live e partecipando come concorrenti all'Isola Dei Famosi nel 2006. Nel 2012 approdarono in radio conducendo il programma Kris & Love su Radio 105. Aldilà delle esperienze televisive, negli anni Kris Reichert ha sempre coltivato la sua passione per la musica, suonando nel duo rock The Jains con cui ha inciso tre album, e nel 2017 è uscito il suo primo disco solista, dedicato a sonorità folk/country.

- Le Kris & Kris sono state fra i primi vj di MTV Italia e quindi avete vissuto le prime fasi del canale. Cosa ti ricordi di quell'MTV? Com'era lavorare per un canale così nuovo e fresco nel contesto televisivo italiano della seconda metà degli anni Novanta?

Erano gli anni d'oro di Mtv, abbiamo vissuto tutti quegli anni in cui Mtv era una delle pochissime opzioni in tv da guardare. Sono stati i tempi d'oro proprio perché i ragazzini tornavano da scuola ed accendevano Mtv in automatico. Credo che dentro di noi ci fosse qualcosa che in qualche modo percepiva il fatto che stavamo creando qualcosa di grande perché negli anni successivi il canale ha avuto purtroppo un declino di qualità e anche di ascolti proprio perché sono subentrati tanti canali satellitari, quindi noi siamo stati anche fortunati ad aver beccato gli anni in cui non c'erano tante opzioni. Vivere quegli anni è stato diverso rispetto alle produzioni televisive con cui abbiamo lavorato negli anni seguenti come ad esempio in Rai dove abbiamo condotto CD Live, che era sempre un programma musicale, ma con la differenza che lì erano stra-organizzati, forse anche troppo perché c'era poca libertà di dire quello che ci veniva in mente. A Mtv non c'erano vincoli, non avevamo testi, non c'era nessuno che ci diceva cosa potevamo e non potevamo dire, era tutto assolutamente carta bianca e c'era libertà totale in ciò che volevamo dire, ma questo credo avesse a che fare con la poca organizzazione di Mtv. Eravamo tutti autori, registi, cameraman, presentatori, tutti affollati di ruoli diversi da coprire perché non c'erano soldi in quegli anni e non potevano permettersi di assumere un addetto per ogni ruolo. E poi dico da sempre che Mtv è stata per me la scuola migliore per imparare ad improvvisare e fare televisione in quella maniera ci ha aperto la strada per lavorare poi in radio, perché lì è la stessa cosa e tutto è basato sulla spontaneità.

- Il programma con cui avete esordito su MTV, e che in un certo senso vi ha rappresentato di più, è stato DanceFloor Chart. Andato in onda in Italia dal 1998, è stato uno fra i migliori programmi dedicati interamente alla "club music", se non il migliore in quel periodo. Che ricordo hai di quell'esperienza? Secondo te quel programma ha dato un contributo importante alla diffusione della musica elettronica aldifuori del mondo dei club?

Qua io forse dirò qualcosa che è sorprendente e che nessuno vorrebbe mai leggere ma io e Kris non ascoltavamo né seguivamo quella musica e a me personalmente non piaceva per niente.

- E lo conferma il fatto che quest'anno hai fatto uscire un album che non c'entra niente con la musica della DanceFloor Chart…

Quello in realtà è il mio quarto album in studio perché anche negli anni di Mtv facevo parte di un power duo al femminile [The Jains, ndr] con una batterista che si chiama Anna, e abbiamo pubblicato tre album, fatto tre tour e il nostro singolo "Stronger" è diventato famoso in tutta Europa perché Breil lo ha utilizzato per una pubblicità, inoltre abbiamo aperto i concerti di Marlene Kuntz e Skin, quindi anche in quegli anni ero una musicista di rock alternativo. Adesso ho cambiato genere e ho scritto un album dedicato alle radici della musica folk e country perché mio padre in Canada è un cantautore folk. Quindi puoi immaginare che il mio genere sia sempre stata la musica suonata con gli strumenti.

- Che effetto ti faceva condurre un programma che era rivolto ad un pubblico più votato alla musica 'da discoteca'?

Questa era la realtà di lavorare per Mtv. Quando abbiamo iniziato io volevo entrare nel mondo della musica perché vengo da una famiglia di musicisti, ho sempre suonato e la televisione non mi interessava minimamente però una volta che inizi a lavorare per Mtv ti rendi conto velocemente che ha poco a che fare con la musica e molto a che fare con la tv. Infatti ogni lunedì mattina io e Kris eravamo negli studi di Mtv a registrare la DanceFloor Chart e non ascoltavamo mai la musica che annunciavamo, noi registravamo solamente i 'link', cioè le parti tra un videoclip e l'altro. Ci interessava solamente divertirci e ridere. Adesso mi sto creando un sacco di nemici, lo so! Ma aldilà di questo, per me il programma ha aiutato la diffusione di quella musica in quegli anni ed ha rappresentato una vetrina importante in Italia, e chi lo seguiva, cioè il nostro regista, faceva molte ricerche per poter creare le classifiche.

- Un'altra trasmissione importante che hai condotto in quegli anni è stata MTV On The Beach. Si trattava di un programma estivo dove visitavate varie località di mare, sia italiane che internazionali. Da spettatore, l'idea che mi dava On The Beach era di un programma fresco, divertente e in un certo senso improvvisato, visto che c'erano molte attività in spiaggia ed interviste alla gente. Com'è stato poter condurre un programma di quel tipo, e quanta libertà avevate? E poi c'è un'edizione che ti ricordi particolarmente?

Rispetto alla DanceFloor Chart, in cui dovevamo solo leggere il testo, in On The Beach c'era piena libertà e tutto era improvvisato. Mi vengono in mente tutte le cose avventurose che abbiamo fatto grazie a quel programma, come ad esempio paris sailing, oppure con le telecamere subacquee abbiamo fatto puntate in cui annunciavamo i video con un oggetto con cui potevamo scrivere sott'acqua. Abbiamo fatto delle bellissime esperienze di vita ed era tutto all'interno della produzione. Quando io e Kris andavamo negli Stati Uniti per registrare delle puntate di On The Beach dovevamo assolutamente registrare tre puntate al giorno perché non avevamo abbastanza tempo né soldi per lasciarci qualche giorno libero in caso di imprevisto (ad esempio quando pioveva) e quindi se non riuscivamo a registrare le tre puntate nella giornata venivano caricate negli altri giorni della settimana e quindi ci capitava a volte di dover girare anche quattro o cinque puntate in un solo giorno ed era pesantissimo. E in più non c'era quasi mai un testo da seguire quindi siamo diventate esperte dell'improvvisazione, qualsiasi cosa che ci veniva in mente la buttavamo fuori e loro mettevano in onda tutto. In un certo senso abbiamo fatto la prima tv reality proprio perché non dovevamo seguire nulla ed emergeva la nostra vera personalità. Abbiamo passato delle giornate molte faticose, con tante responsabilità (dovevamo registrare 12 'link' a puntata) ma c'era anche molto entusiasmo, ed era bello far parte di quei primissimi anni. Era bellissimo ma non posso nascondere che non fosse faticoso. Più che un'edizione mi vengono in mente in paesi che abbiamo visitato: Ibiza è stato l'inizio ed aveva il suo bello, ma il Messico è stato spettacolare perché quando siamo andate da Cancun a Playa Del Carmen abbiamo fatto le puntate più belle in assoluto. Playa Del Carmen non è un piccolo paese ma quasi, con un'accoglienza meravigliosa, con tanti piccoli bar e spiagge stupende, e lì abbiamo fatto la maggior parte delle attività più avventurose come ad esempio registrare le puntate con le telecamere attaccate alla testa mentre facevamo windsurf. Negli Stati Uniti ho vissuto tante esperienze ma non mi ha lasciato una bellissima impressione girare per le spiagge americane perché appena vedevano un microfono di Mtv ci saltavano addosso, troppo casino, volevano solo ubriacarsi, e si vedeva quanto le persone si curavano poco a livello fisico. Abbiamo visto forse il lato più trash dell'America probabilmente perché la produzione ci portava sulle spiagge grandi, dove c'erano le grandi folle.

- Oltre a DanceFloor Chart e a MTV On The Beach, hai condotto altri programmi tra cui Select, MTV Rocks e Stylissimo. Riguardo quest'ultimo, non era un programma dedicato alla musica ma al mondo della moda. Visto il tuo lodevole interesse a favore dell'abbigliamento "cruelty free" (cioè senza l'uso di pelli e pellicce animali), eri appassionata di moda e tendenze già ai tempi di quel programma?

C'era molto interesse perché sia io che Kris venivamo dal mondo della moda, essendo ex modelle. Per cinque anni è stata la mia attività ma volevo lasciare quel mondo perché avevo tanto da dire ma nella moda sei solo un'immagine e non hai modo di esprimere ciò che hai da dire e per questo ho fatto la scelta di entrare nel mondo di Mtv. L'argomento quindi ci interessava molto, eravamo a Milano, la capitale della moda europea, conoscevamo personalmente tanti stilisti ed avevamo fatto delle collaborazioni con alcuni di loro (ad esempio adoriamo Armani ed eravamo invitate alle feste private a casa di Donatella Versace) e di conseguenza era un mondo a noi familiare e ci piaceva tantissimo l'idea di presentare un programma come Stylissimo. Oltretutto lo abbiamo registrato anche in inglese per tutti i paesi d'Europa e per questo abbiamo vissuto un'esperienza così bella che non la scorderò mai: era durante la terza stagione di Stylissimo, nel 2000, e dovevamo lavorare sul tappeto rosso degli Mtv Europe Music Awards di Stoccolma, arrivammo il giorno prima per fare le prove sul palco e mentre stavamo tornando nel backstage, da fuori c'era un gruppo di ragazzine svedesi con un cartellone con scritto "We love Kris and Kris". E' stato bello perché mi ero resa conto che ci seguivano anche al di fuori dell'Italia, ed è stato grazie alla versione in inglese di Stylissimo.

- Quindi la versione originale di Stylissimo nasce su MTV Italia o è una produzione di MTV Europe?

Sai che non sono sicurissima nemmeno io? La prima volta che abbiamo registrato Stylissimo è stato negli studi di Londra, e poi successivamente hanno allestito lo studio a Milano per registrare il programma in Italia. All'inizio Mtv Italia aveva la sede a Londra quindi è probabile che nasca come format italiano. Poco dopo che registravamo da Milano, negli studi di Londra successe un incendio e la maggiore parte delle cassette beta (quello che oggi noi chiamiamo hard drive) sono state bruciate e quindi le registrazioni dei programmi originali non si trovavano più. Quando abbiamo fatto i demo showreel per il programma, proprio per via di questo incendio abbiamo fatto fatica a trovare il materiale per riempirli.

- La situazione di MTV Italia è nota a tutti. Con la svolta generalista avvenuta negli ultimi anni ha perso la sua caratteristica principale, cioè quella di essere un canale dedicato alla musica. Questo cambiamento ha portato alla monopolizzazione del palinsesto con programmi importati dagli Stati Uniti e alla scomparsa di format italiani classici, quelli basati sulla struttura presentatore/studio/pubblico/ospiti. Pensi che questo cambiamento fosse inevitabile perché i tempi cambiano, o pensi che si potesse fare qualcosa per mantenere MTV come canale musicale originale, moderno e giovanile anche nei tempi odierni?

Secondo me no perché i tempi sono completamente cambiati. Loro hanno seguito quello che potevano, poi sono subentrati tutti quei reality e quindi hanno comprato i format dagli Stati Uniti e hanno tirato su questi programmi un po’ più trash, oltre al fatto che con l'arrivo di Youtube la gente ha smesso di guardare la tv per vedere i video musicali. Secondo me hanno semplicemente seguito l'ondata di quello che ci stava portando l'era digitale. Magari se qualche anno fa avessero avuto l'idea di vendere Mtv ad un canale come Sky e di farlo crescere lì avrebbero potuto salvare la situazione ma credo che ormai abbiano perso l'opportunità.

- Nel mio articolo ho stilato una classifica dei migliori format italiani della storia di MTV, tra cui ci sono anche Dancefloor Chart e On The Beach. Quali sono stati i tuoi programmi preferiti di MTV?

Kitchen mi piaceva moltissimo. E Sonic, c'erano performance live e mi ricordo benissimo quando i Black Crowes sono stati lì, era fighissimo. Tra quelli che presentavo io, On The Beach era fantastico anche da guardare, era piacevole.

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Le altre interviste:
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VOL. 1.1 : Storia di MTV Italia
VOL. 1.2 : I migliori programmi di MTV Italia
VOL. 2 I migliori programmi di MTV America
VOL. 3 : I migliori cartoni animati di MTV

MTV20 - VOL. 1.3 : INTERVISTA A WALTER FONTANA














Infine ho pensato che fosse utile raccogliere l'opinione anche di chi non ha lavorato come veejay ma ha comunque avuto a che fare con MTV. Sto parlando dei tanti artisti e gruppi che sono passati su MTV e che hanno usufruito della sua visibilità per promuovere la propria musica. Uno di questi sono stati i Lost, band vicentina che nella seconda metà degli anni Duemila faceva parte di quell'ondata di gruppi che, grazie all'airplay di MTV, erano diventati i nuovi idoli dei ragazzi di quel periodo (come ad esempio Dari, Sonohra e Finley).

01.03.06 Walter Fontana


Il sesto ed ultimo intervistato è Walter Fontana, cantante e fondatore dei Lost, appunto. Dopo essersi fatti notare grazie a Myspace, MTV comincia a trasmettere i loro videoclip nel 2007. Nel 2009 si aggiudicano il premio come Best Italian Act agli MTV Europe Music Awards e un Wind Music Award. Dopo aver realizzato quattro album, nel 2011 la band si scioglie e Walter inizia la sua carriera da solista, pubblicando l'album "Sono Qui" nel 2016.

- Tra il 2007 e il 2010 con i Lost siete stati 'catapultati' nel mondo di Mtv: ospitate, live, video a rotazione, insomma eravate diventati il nuovo gruppo "teen idol" italiano. Che ricordo hai di quel periodo? Che visione avevi di Mtv come emittente?

E’ stato uno dei periodi più intensi e belli della mia vita. Sono cresciuto guardando Mtv e potermi ritrovare protagonista di quel mondo è stato un sogno ad occhi aperti. Per me Mtv è stata una famiglia, abbiamo condiviso tantissime esperienze. E’ un peccato come tutto sia cambiato, ma è normale. Tutto si è adeguato alla tecnologia. Una volta per poter guardare il video del tuo artista preferito dovevi restare davanti alla tv sperando che passasse. C’era l’appuntamento fisso al pomeriggio con Mtv dove potevi per qualche ora entrare in una nuova dimensione. Ora i video li puoi guardare dal telefonino in ogni istante, tutto è più veloce e forse si è perso quell’essenza particolare che ti faceva rimanere con gli occhi spalancati di fronte al video del tuo artista preferito.

- Nel 2009 avete vinto il premio come Best Band ai TRL Awards e soprattutto il Best Italian Act agli MTV Europe Music Awards, battendo artisti come Tiziano Ferro e J-Ax. Pensi che a quei tempi l'apporto di Mtv fosse determinante per la carriera di una band?

Nel nostro caso Mtv è stata la nostra vetrina per poter arrivare al grande pubblico. Molto del nostro successo è dovuto all’essere approdati su quel canale.

- La situazione di MTV Italia è nota a tutti. Con la svolta generalista avvenuta negli ultimi anni ha perso la sua caratteristica principale, cioè quella di essere un canale dedicato prevalentemente alla musica. Di conseguenza questo ha portato dei cambiamenti inesorabili anche per i cantanti, che senza la 'finestra' di Mtv hanno dovuto canalizzare la promozione delle proprie proposte verso le radio e soprattutto verso il web. Pensi che questo cambiamento fosse inevitabile perchè i tempi cambiano, o credi che si potesse fare qualcosa per mantenere MTV come canale musicale, originale, moderno e giovanile anche nei tempi odierni?

Come hai detto tu i tempi sono cambiati. Mtv si basava principalmente sulla rotazione dei video musicali, cosa che ora non sarebbe concepibile visto che i video li possiamo vedere in ogni istante tramite qualsiasi dispositivo elettronico. E’ stato un peccato che non siano riusciti a trovare una soluzione al passo con i tempi per TRL on the Road. Era un bello spettacolo, una bella vetrina.

- Nel mio speciale ho stilato una classifica dei migliori format italiani della storia di MTV, da quelli di impronta musicale a quelli di approfondimento. Quali sono stati i tuoi programmi preferiti di MTV?

In cima alla classifica TRL. Poi mi ero completamente innamorato di Mtv Supersonic condotto da Enrico Silvestrin. Ho conosciuto tantissime band interessanti grazie a quel programma e visto live delle mie band preferite. Ricordo ancora che una sera fecero il live dei Sum 41 e degli American Hi-fi. Pazzesco.

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Le altre interviste:
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VOL. 1.1 : Storia di MTV Italia
VOL. 1.2 : I migliori programmi di MTV Italia
VOL. 2 I migliori programmi di MTV America
VOL. 3 : I migliori cartoni animati di MTV

MTV20 - VOL. 2 : I MIGLIORI PROGRAMMI DI MTV AMERICA














Ovviamente il palinsesto di MTV Italia non era composto solamente da format ideati in Italia, ma anche da programmi importati dalla rete madre, MTV America. Si tratta di un ampio ventaglio di format: programmi musicali, programmi demenziali, dating show, reality show, serie tv e cartoni animati. Negli ultimi anni, dopo la svolta generalista, la presenza dei format americani ha preso il sopravvento sulla programmazione di MTV Italia, lasciando poco spazio ai programmi italiani e monopolizzando di fatto il palinsesto del canale.

02.01 Storia di Mtv U.S.A.

Intanto un breve cenno storico. Negli Stati Uniti, MTV andò in onda per la prima volta il 1° Agosto del 1981 come canale dedicato alla musica e il primo video musicale trasmesso fu quello di "Video Killed The Radio Star" dei The Buggles. A partire dagli anni Novanta MTV ha assunto un ruolo determinante all'interno del music-business, esercitando un'influenza così forte da modificarne le dinamiche: grazie alla sua programmazione l'emittente ha spesso contribuito alla 'glorificazione' degli artisti, favorendone la vendita dei dischi. In altre parole, nei suoi anni d'oro MTV non si è limitata a trasmettere i videoclip di un determinato artista, ma lo faceva conoscere ed avvicinare al pubblico, creando un rapporto con i fans sempre più stretto. E questo era dovuto ai tanti format di approfondimento musicale, alle interviste ma anche alle notizie di gossip, oltre ovviamente ai videoclip. Riassumendo, MTV possedeva la capacità di creare le 'star', sia che si parlasse di gruppi rock (basti pensare ai Nirvana e al celebre Unplugged del 1993), di boyband (Backstreet Boys, Nsync), di stelle del pop (Britney Spears, Christina Aguilera) o di personaggi controversi (Marilyn Manson, Eminem). E non è un caso che ai giorni d'oggi il mercato musicale stia vivendo una fase di crisi, ora che il contributo di MTV si è drasticamente ridimensionato.

Un aspetto che ha determinato il declino di MTV fu la crisi del videoclip musicale. Una crisi provocata soprattutto dall'ascesa di Youtube, che ha fatto la sua fortuna grazie alla fruibilità di contenuti audiovisivi in maniera veloce e diretta: un'ascesa che è diventata inarrestabile con l'arrivo delle connessioni Internet per tutti e degli smartphone. Comunque, a facilitare il declino dei videoclip non fu solo la difficoltà nel tenere il passo con Youtube e i siti di video sharing in generale, ma è stata anche la crisi che ha colpito l'industria discografica negli ultimi anni. Il discorso è semplice: meno vendono gli album, meno soldi vengono investiti per i video. E non è un caso che i videoclip più costosi di sempre (cioè quelli con budget da oltre un milione di dollari) siano stati realizzati prevalentemente negli anni Novanta (coincidendo con il periodo d'oro di MTV), e che dietro i video dei giorni nostri non ci siano più grandi investimenti (l'unica che ci ha provato è stata Gwen Stefani nel 2016 con il video di "Make Me Like You" che, comunque, non ha favorito il successo della canzone). Un'altra peculiarità dei videoclip era la loro capacità di rappresentare l'epoca in cui venivano girati, e questo grazie a registi con stili ed identità ben precisi, al punto da diventare non più solo dei video promozionali ma delle piccole opere d'arte cinematografica. Quindi se i video musicali adesso sono facilmente fruibili da un lato e sono meno spettacolari e rappresentativi dall'altro, è chiaro che un canale come MTV che è sempre andato a braccetto con la trasmissione dei videoclip perda una fetta importante di interesse, soprattutto da parte delle nuove generazioni.

Come già accennato, la programmazione odierna di MTV non è più incentrata sulla musica ma su programmi di stampo adolescenziale (e di basso livello) come 16 And Pregnant (del quale è stata realizzata anche la versione italiana Sedici Anni E Incinta), Teen Mom, Friendzone, I Used To Be Fat, Time's Up, con un paio di eccezioni che sono l'interessante Catfish e il divertente Ridiculousness. Altra nota dolente sono i doppiaggi: prima tutti i programmi americani erano sottotitolati, e quindi era un ottimo modo per imparare l'inglese aldilà della disciplina scolastica, mentre ora è il doppiaggio indiscriminato a farla da padrone, appiattendo ulteriormente uno scenario che è già piatto di suo.

02.02 I quindici migliori programmi di Mtv U.S.A.

Prima di elencare i migliori format di MTV America premetto che non ho incluso i cartoni animati (es. Beavis And Butt-Head, Celebrity Deathmatch) che verranno approfonditi in seguito, le serie tv (es. Scrubs, Boys and Girls, Life As We Know It) ed i programmi di video a rotazione (es. Yo! Mtv Raps). Riguardo questi ultimi, erano programmi basati solamente sulla trasmissione dei videoclip ma erano funzionali all'interno del palinsesto di MTV perché ognuno aveva la sua caratteristica di musica e la sua fascia oraria.

Prima di iniziare con la Top 10, ecco altri cinque programmi meritevoli di attenzione:

15. The Real World
Con questo format Mtv ha di fatto anticipato l'ondata dei reality show. Ideato dai produttori Mary-Ellis Bunim e Jonathan Murray, The Real World fu il primo reality della storia televisiva: lo scopo del programma era infatti quello di filmare sette giovani sconosciuti durante la loro convivenza all'interno di una casa. A differenza di altri popolari reality, non c'erano nomination né eliminazioni, i protagonisti venivano ripresi anche fuori dalla casa ed ogni stagione era ambientata in una città diversa, anche fuori dagli Stati Uniti (come ad esempio a Londra e a Parigi). The Real World è anche lo show più duraturo della storia di Mtv: andato in onda nel 1992 (dove fu ambientato a New York), nel 2017 è ancora attivo dopo ben 32 stagioni e oltre seicento episodi. Inoltre, la serie ispirò i due spin-off Road Rules e The Challenge, trasmessi sempre su Mtv rispettivamente dal 1995 e dal 1998, ed anche un programma italiano, Davvero, andato in onda nel 1995 su Rai2, che ne era praticamente la versione 'italianizzata'.

14. Punk'd
In onda dal 2003 e 2007. Presentato ed ideato da Ashton Kutcher, Punk'd era un programma di candid camera le cui vittime erano noti personaggi americani, da Beyonce a Zac Efron. Inizialmente il programma doveva chiamarsi "Harassment" e gli scherzi dovevano essere rivolti alle persone comuni, ma poi per problemi legali fu deciso di virare verso le celebrità. Nel 2012 lo show tornò in onda ma senza Ashton Kutcher.

13. Jersey Shore
In onda dal 2009 al 2012, Jersey Shore era un reality show che seguiva le vicende quotidiane di un gruppo di otto italoamericani (quattro ragazzi e quattro ragazze). Alcuni potrebbero storcere il naso visto che si tratta di un programma piuttosto 'trash' basato su risse, sbornie e sesso occasionale, ma è innegabile che sia stato uno dei format più popolari di Mtv in quegli anni. Furono realizzate sei stagioni, ambientate prevalentemente in New Jersey, tranne la seconda e la quarta stagione che furono girate rispettivamente a Miami e a Firenze. Jersey Shore ha quindi mostrato al grande pubblico lo stile di vita dei 'guidos' (il termine slang per definire i tamarri italoamericani) fatto di serate nei locali, palestra e abbigliamento appariscente, oltre ad alcune espressioni che sono diventate famose come "yeah buddy!" e "t-shirt time". Il successo del programma ha portato alla realizzazione di programmi simili come l'inglese Geordie Shore e lo spagnolo Gandia Shore, oltre a due spin-off (The Pauly D Project e Snooki & JWoww). 

12. Scarred
In onda dal 2007 al 2008 e presentato da Jacoby Shaddix (cantante dei Papa Roach), questo programma raccoglieva video amatoriali di gente che si fa male praticando skate o attività simili. In poche parole: un tripudio di caviglie, tibie, polsi e braccia rotte.

11. MTV Cribs
In onda dal 2000, era un programma dove venivano mostrate le ville delle star del music-business. Il bello è che sono gli stessi artisti a mostrarci le proprie dimore, comprese le loro collezioni di scarpe e di macchine. Nel 2009 venne ideata una versione alternativa del format: Teen Cribs, nel quale venivano mostrate le ville di adolescenti non famosi ma decisamente benestanti.

Ed ora la classifica dei dieci migliori format di MTV USA:

10. Made
In onda dal 2002, Made era uno pseudo-reality dove alcuni adolescenti venivano aiutati a superare le proprie difficoltà e a realizzare i propri sogni. Durante la puntata, ogni ragazzo veniva affidato ad un "made coach", cioè un esperto del settore, che lo motivava nel proprio percorso di raggiungimento dell'obiettivo. Il programma durava un'ora e finora sono state realizzate ben quindici stagioni per un totale di 280 episodi. Made è diventato uno dei format più longevi e popolari di Mtv perché ha in parte 'esorcizzato' le paure e le insicurezze di molti teenager americani.

09. Making The Video
In onda dal 1999 al 2009, grazie a questo format si poteva vedere come avveniva la realizzazione dei videoclip musicali. Il programma iniziava con una piccola spiegazione del video da parte dell'artista e del regista, per poi seguire tutte le tappe del progetto, dallo studio della coreografia (trattandosi spesso di video pop) alla registrazione delle singole scene, con qualche commento dell'artista tra una ripresa e l'altra, fino ad arrivare alla proiezione del videoclip montato e finito.

08. The Andy Dick Show
In onda dal 2001 al 2002 ed in Italia nel 2003, era un programma demenziale ideato e interpretato dal comico Andy Dick. Lo show consisteva in una serie di sketch dove fondamentalmente venivano imitati in maniera ridicola alcuni programmi televisivi americani, con comparsate di personaggi famosi come Ben Stiller e Moby. Sono state realizzate tre stagioni per un totale di 21 puntate.

07. Dismissed
Dating show nato nel 2001 ed arrivato in Italia dal 2004. Per chi non lo sapesse, il dating show è un programma il cui fine è quello di far frequentare due persone. Le puntate si basavano su appuntamenti a tre, nei quali due pretendenti dovevano dare il meglio di sè per poter essere scelti. Gli appuntamenti si dividevano in due fasi, una pomeridiana e una serale, ed erano organizzati dai pretendenti stessi, che si sfidavano in piccole gare sportive e soprattutto avevano la possibilità di stare da soli per un quarto d'ora con la persona da corteggiare. Alla fine della puntata la persona corteggiata sceglieva il corteggiatore che gli era piaciuto di più, pronunciando la frase "I'm sorry but you're dismissed" a colui che veniva scartato. Dismissed quindi era un programma che, rispetto ad altri dating show, si basava prevalentemente sulla competizione diretta tra i due contendenti.

06. Room Raiders
Altro popolare dating show ideato nel 2004 ed arrivato in Italia nel 2006. In questo programma un ragazzo o una ragazza doveva scegliere il suo potenziale partner tra tre pretendenti basandosi solamente su quello che trovava nelle loro rispettive case e, in particolare, nelle loro camere da letto. Per fare ciò, doveva quindi ispezionare ogni angolo della camera grazie ad una valigetta con dentro pinze, guanti e soprattutto una luce a raggi x per scovare macchie sospette. Il bello del programma, oltre al fatto che nelle stanze veniva trovato di tutto (giornaletti porno, sporcizia, macchie sui muri), è che la persona non conosceva l'identità dei pretendenti fino al momento della scelta finale e di conseguenza poteva solamente intuire a chi appartenessero le rispettive camere.

05. Viva La Bam
In onda dal 2003 al 2005. Presentato ed ideato da Bam Margera, stuntman della crew di Jackass, da cui il programma riprende lo stile, visto che ci sono molti sketch e stunt, incentrati soprattutto sullo skateboarding. La differenza sostanziale è la connotazione da serie tv/reality: Viva La Bam è stato girato prevalentemente a casa di Margera e sono stati coinvolti nelle riprese, oltre ai suoi amici, anche i suoi familiari, in particolare i genitori Phil ed April, vittime spesso di scherzi, e il celebre zio Don Vito (morto nel 2015). In totale sono state realizzate cinque stagioni.

04. Next
Dating show andato in onda in Italia dal 2005 al 2008. In questo programma un ragazzo o una ragazza aveva a disposizione cinque potenziali partners, che uno alla volta uscivano da un bus, il Next Bus. Se un pretendente non era gradito, veniva scaricato con la frase "next!" e si passava a quello successivo. Ogni pretendente guadagnava un dollaro per ogni minuto passato senza essere scaricato, e se veniva scelto doveva decidere se tenersi i soldi o se uscire ufficialmente col potenziale partner. Talvolta capitava che alcuni corteggiatori venissero scaricati appena scesi dal bus, e anche che venissero scaricati tutti e cinque.

03. Pimp My Ride
In onda dal 2004 al 2008 e presentato dal rapper Xzibit, in questo programma venivano recuperate delle macchine ridotte in pessime condizioni. Grazie al team di meccanici della West Coast Customs i mezzi venivano rimessi a nuovo e personalizzati assecondando le passioni dei rispettivi proprietari: si poteva tranquillamente passare da vecchi catorci scassati e arrugginiti a macchine esageratamente colorate ed accessoriate (cerchi cromati d'oro, alettoni, super impianto audio, tv al plasma...). Alla fine di ogni puntata il proprietario della macchina pronunciava la fatidica frase di ringraziamento: "Thanks MTV for pimping my ride!". Furono realizzate sei stagioni e ci fu anche una versione italiana del programma dal nome Pimp My Wheels (presentata dai Gemelli Diversi) dove venivano modificati motorini e apecar.

02. The Osbournes
In onda dal 2002 al 2005, The Osbournes era un reality show nel quale si mostrava senza filtri la vita del cantante Ozzy Osbourne e della sua famiglia. Protagonisti del programma, oltre ad Ozzy, erano la moglie Sharon (nonché manager del marito ma anche di gruppi come Smashing Pumpkins e Coal Chamber), la figlia Kelly (che in quel periodo tentò di sfondare nel mondo della musica) e il figlio Jack (che successivamente ha condotto il programma Adrenaline Junkie). Già dalla prima stagione il programma ottenne un enorme successo, diventando la serie tv più vista su Mtv e aggiudicandosi un Emmy Award nel 2002. Il punto forte della serie fu quello di portare il genere del reality (in ascesa in quel periodo) ad un nuovo livello, letteralmente 'entrando in casa' di un personaggio famoso e mostrandone alcuni lati finora nascosti, anche se è il confine tra vero e preparato in questi casi è molto sottile. In Italia gli episodi sono stati trasmessi sia doppiati che sottotitolati.

01. Jackass
Questo per me è il programma CULT di Mtv. Durato dal 2000 al 2002, Jackass non era altro che una sequenza di stunt e sketch di stampo demenziale. Insomma, una vera benedizione per qualsiasi adolescente di quel periodo. Per chi non avesse ancora capito di cosa si tratta, mi riferisco a gente che, solo per citarne alcune: sniffa wasabi, si infila lombrichi nel naso per farli uscire dalla bocca, si prende a martellate le parti basse, cucina e mangia omelette col proprio vomito e si fa incornare da tori furiosi. Non si parla comunque di gente a caso ma di un team di stunt-men professionisti, capeggiato da Johnny Knoxville, che comprendeva tra gli altri personaggi come Steve-O (indubbiamente il più pazzo), Bam Margera (il più acrobatico) e Chris Pontius (il 'party boy'). Creato da Jeff Tremaine insieme al regista Spike Jonze (che ha diretto i videoclip di artisti come Daft Punk e Fatboy Slim), furono realizzate tre edizioni ed ogni puntata (dalla durata di mezz'ora) era introdotta da un breve sketch di Knoxville, il quale pronunciava la famosa frase d'apertura "Hi I'm Johnny Knoxville, welcome to Jackass!". Dopo la fine delle serie furono realizzati tre film (nel 2002, nel 2006 e nel 2010) che non erano altro che versioni allargate dello show, e due spin-off (Wildboyz con Steve-O e Chris Pontius, e il già citato Viva La Bam). Nota di merito anche per l'inconfondibile canzone scelta come sigla iniziale del programma... La mitica "Corona" dei Minutemen.

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MTV20 VOL. 1.2 : I migliori programmi di MTV Italia
- MTV20 VOL. 1.3 : Il punto di vista dei protagonisti
- MTV20 VOL. 3 : I migliori cartoni animati di MTV

MTV20 - VOL. 3 : I MIGLIORI CARTONI ANIMATI DI MTV














Un'altra categoria che ha fatto la fortuna di MTV è stata quella dei cartoni animati. Sì perché i cartoni di MTV erano diversi da quelli delle reti generaliste, e per diversi intendo più sfacciati, irriverenti e 'particolari'. Come per i programmi, l'emittente non si è solamente limitata a trasmettere i cartoni, ma alcuni li ha pure ideati. Infatti alla fine degli anni Ottanta fu creata la MTV Animation, il dipartimento dedicato all'animazione, che rimase in piedi fino al 2001, anche se nel 2011 ci fu un tentativo di rilancio che non riscosse molto successo. MTV non trasmetteva solo cartoni americani ma anche cartoni giapponesi, dedicandogli un'intera serata: la cosiddetta Anime Night.

A proposito degli anime, non sono mai stato un appassionato del genere quindi nella mia classifica delle dieci migliori serie animate di MTV mancheranno molti cartoni giapponesi. Inoltre ho preferito includere anche cartoni animati atipici come quelli che hanno come protagonisti pupazzi o oggetti inanimati.

03.01 I dieci migliori cartoni animati di Mtv

10. The Fuccons
 
Sitcom giapponese creata nel 2002 con protagonista una 'famiglia' di manichini inanimati, i Fuccon, composta dai genitori James e Barbara e dai due figli Mikey e Laura. Si trattava di piccoli sketch, che Mtv trasmetteva durante gli intervalli pubblicitari, dove i bizzarri dialoghi si univano alle espressioni fisse dei manichini, rendendo il tutto a dir poco inquietante.

 09. The Boondocks
Ideato dal fumettista Aaron McGruder, The Boondocks (che tradotto in italiano significa "sobborghi") era un cartone animato che raccontava in maniera sarcastica la comunità afroamericana tramite le vicende della famiglia Freeman, composta dal nonno Robert Jebediah e dai due nipoti Huey e Riley. Questi ultimi rappresentavano le due 'facce' contrapposte della cultura afroamericana negli Stati Uniti: Huey era il fratello idealista e a favore dei diritti dei neri, mentre Riley era il fratello affascinato dalla cultura 'gangsta' dei ghetti. Negli Stati Uniti la serie è andata in onda sul canale Adult Swim dal 2005 al 2014 per un totale di quattro stagioni, mentre in Italia è stata trasmessa da Mtv ma solamente per le prime due stagioni.

08. Golden Boy
Anime giapponese del 1995 ispirato all'omonimo manga ideato da Tatsuya Egawa. In Italia fu trasmesso da Mtv nel biennio 2001/2002. Protagonista è il giovane Kintaro Oe che, in sella alla sua inseparabile bicicletta MezzaLuna, cambiava lavoro ad ogni puntata, imparando sempre cose nuove (il suo mantra era "imparo imparo imparo") e conoscendo molte donne. Eh sì perché la cosa che accomunava i posti di lavoro di Kintaro era l'esclusiva presenza femminile, ed infatti Golden Boy era un cartone animato leggero, simpatico ma soprattutto pieno di riferimenti sessuali. L'anime si suddivide in soli sei episodi, a differenza del manga che comprendeva dieci volumi.

07. Happy Tree Friends
Creato da Aubrey Akrum, Kenn Navarro e Rhode Montijo utilizzando Adobe Flash, Happy Tree Friends è un cartone animato diventato famoso grazie alla contrapposizione tra l'aspetto dei suoi personaggi, degli animali teneri e coccolosi, e le scene di ultra-violenza presenti in ogni episodio, con morti, sangue e sbudellamenti vari. Negli Stati Uniti la serie è stata trasmessa a partire dal 1999 via web da Mondo Media e dal canale televisivo G4, mentre in Italia è sbarcata su Mtv a partire dal 2002 circa. Si trattava di piccole storie di breve durata e ne sono stati realizzati più di cento episodi. Inoltre, nel 2008 è uscito anche un videogioco dal titolo "Happy Tree Friends: False Alarm".

06. Fur Tv
   
Cartone inglese andato in onda su Mtv Italia nel 2008 con protagonisti tre pupazzi irriverenti e politicamente scorretti: Fat Ed (metallaro volgare, violento e alcolizzato), Lapeño (brasiliano con la passione per le donne e per la musica) e Mervin (stupido, perverso e masturbatore cronico). Lo show fu ideato da Chris Waitt e Henry Trotter e prodotto da MTV Networks Europe e ne fu realizzata una sola stagione di quindici puntate, dalla durata di venti minuti ciascuna.

05. MTV Pets
 
Pets fu un altro cartone inglese con protagonisti pupazzi sboccati e irriverenti, ma ebbe decisamente più fortuna di Fur Tv. Furono realizzate due stagioni per un totale di 26 episodi, che furono trasmessi in Inghilterra su Channel 4 nel 2001, e poi su Mtv Italia tra il 2002 ed il 2003. Le vicende erano ambientate in una casa dove abitavano quattro animali di pezza: Trevor (un bulldog rozzo e volgare), Hamish (un setter colto e severo), JP (un pappagallo eccentrico) e Davina (una gatta persiana schizofrenica). In Italia la serie ottenne un buon successo grazie al suo stile surreale e scorretto, al punto che nel 2003 fu realizzata una trasmissione dal nome Pets Show, condotta dagli stessi Trevor e Hamish, ma che, a parer mio, non fu altro che una brutta copia dell'originale inglese.

04. Slam Dunk
Anime giapponese nato nel 1993 ed ispirato all'omonimo manga creato dal fumettista Takehiko Inoue nei primi anni Novanta. Trasmesso su Mtv Italia a partire dal 2000, Slam Dunk è un cartone animato incentrato sulla pallacanestro con protagonista Hanamichi Sakuragi, un giovane casinista che inizia a giocare nello Shohoku, la squadra di basket del suo liceo. Grazie al suo stile divertente ed appassionante, Slam Dunk è il mio anime preferito tra tutti quelli trasmessi da Mtv. In totale sono stati realizzati 101 episodi, della durata di circa venti minuti ciascuno.

03. Daria
Creato da Glenn Eichler e Susie Lewis Lynn e prodotto dalla Mtv Animation, Daria è un cartone animato andato in onda tra il 1997 e il 2002, del quale sono state realizzate cinque stagioni, 65 episodi e due film tv ("E' già autunno?" e "E' già ora di andare al college?"). Come si evince dal titolo, la protagonista della serie è Daria Mongerdorffer, una sedicenne cinica e pessimista, già presente in un altro cartone di Mtv, Beavis & Butt-Head. Daria infatti nasce come spin-off di Beavis & Butt-Head, approfondendo la vita della giovane protagonista, che fa parte di una stereotipata famiglia americana degli anni Novanta, con un padre (Jake) infelice, una madre (Helen) in carriera e fissata col lavoro ed una sorella (Quinn) che fa la cheerleader. Questo ambiente familiare, e la società in generale, spingono Daria, che sembra avere una maturità molto più sviluppata rispetto ai suoi coetanei, ad essere una persona chiusa ed apatica.

02. Celebrity Deathmatch
E' uno dei cartoni animati storici di Mtv, creato da Eric Fogel e realizzato in claymation dalla Mtv Animation. Andò in onda dal 1998 al 2002 per cinque stagioni, più una sesta che venne prodotta dai Cuppa Coffe Studios e trasmessa nel 2006 (in Italia nel 2007). Celebrity Deathmatch era una parodia del mondo del Wrestling, e consisteva in sfide di lotta sul ring (fino alla morte) tra personaggi famosi, interpretati da pupazzi di pongo. Personaggi fissi erano i due conduttori Johnny Gomez e Nick Diamond (che si congedavano alla fine di ogni puntata con la frase "buona notte e buone botte"), oltre all'arbitro Mills Lane. Viste le premesse, è chiaro che in ogni episodio erano presenti ampi spargimenti di sangue e violenze di ogni tipo. Nel 2003 uscì anche il videogioco del programma, pubblicato dalla Gotham Games.

01. Beavis and Butt-Head
E' il cartone animato storico di Mtv, il primo ad aver raggiunto il successo al punto che furono realizzate ben otto stagioni e più di 200 episodi. Ideato da Mike Judge, Beavis & Butt-Head fu trasmesso da Mtv negli Stati Uniti dal 1993 al 1997, ed in Italia a partire dal 1998. L'ottava stagione fu trasmessa nel 2011 (un anno dopo in Italia), per inaugurare il rilancio della Mtv Animation, che però non durò molto. Il cartone si basava sulle vicende disagiate di Beavis e Butt-Head, due adolescenti sfigati che, nonostante frequentassero la scuola, fondamentalmente erano dei nullafacenti che passavano il tempo a cazzeggiare e a guardare video musicali in televisione. Secondo me il motivo del successo di questa serie animata è stato proprio il saper rappresentare una parte della gioventù americana di quegli anni: spaesata, abbandonata e attratta da ogni forma di violenza trasmessa dalla televisione. In Italia i due protagonisti hanno avuto tre coppie di doppiatori diverse nel corso degli anni: Luigi Rosa e Paolo Rossi (prime tre stagioni), Elio e Faso degli Elio E Le Storie Tese (dalla quarta alla settima), ed infine Fabrizio Biggio e Francesco Mandelli (ultima stagione). Negli anni Novanta la notorietà del cartone era tale che nel 1995 uscì il videogioco "Beavis & Butt-Head Virtual Stupidity" (dove, tra le altre cose, si potevano raccogliere punti sputando ai passanti) e nel 1996 fu realizzato il film "Beavis & Butt-Head alla conquista dell'America".

giovedì 27 luglio 2017

DAL PEGGIORE AL MIGLIORE: LINKIN PARK (in ricordo di Chester Bennington)


Come per molti, la notizia della morte di Chester Bennington ha scosso pure me. Non sono un fan dei Linkin Park ma li ho sempre seguiti nonostante non abbia apprezzato più di tanto il loro percorso musicale dopo Hybrid Theory (un disco che tralaltro ho ascoltato molto da adolescente). Mi dispiace veramente tanto che Chester non sia riuscito a vincere il dolore che portava dentro, e come lui tante altre persone più o meno famose. E allo stesso modo mi dispiace che il mondo della musica abbia perso un cantante così dotato, che nei Linkin Park rappresentava il componente più talentuoso. Ma oltre al suo gruppo principale, Chester ha regalato la sua voce in altri due progetti: il side project Dead By Sunrise, il cui album Out Of Ashes uscì nel 2009 senza riscuotere molto successo, e una parentesi come cantante degli Stone Temple Pilots, che portò nel 2013 all'EP High Rise.

Che piaccia o meno, Chester Bennington è stato uno dei cantanti più caratteristici del rock degli ultimi anni, e per rendergli omaggio ho pensato di stilare una classifica degli album dei Linkin Park escludendo il materiale 'extra' come i dischi di remix (Reanimation, Collision Course, Recharged). Non si sa cosa se ne sarà dei Linkin Park, ma considerato che si tratta di un gruppo di una certa importanza, con milioni di fans e ancora in grado di fare incassi di un certo tipo, la mia impressione è che continueranno comunque per la loro strada. Poi chissà.

Dal peggiore al migliore: gli album dei Linkin Park

7 - One More Light [2017]
Tracce consigliate: One More Light, Invisible

C'è poco da fare, il peggiore album dei Linkin Park con Chester Bennington al microfono è proprio l'ultimo One More Light, uscito pochi mesi prima della morte del cantante. Si tratta di un album pop a tutti gli effetti, ma il problema non è quello. Il problema è che One More Light, aldilà del genere di riferimento, è proprio un lavoro non riuscito, con un tappeto sonoro impalpabile e canzoni piatte e monotone. L'unico brano degno di nota lo regala proprio Chester, con una prestazione intensa nella title-track "One More Light". Per il resto, un album che conferma la difficoltà della band nel trovare una propria dimensione. Per la recensione completa clicca qui.

6 - A Thousand Suns [2010]
Tracce consigliate: Waiting For The End, Burning In The Skies, The Catalyst

Il quarto album A Thousand Suns rappresenta la pietra dello scandalo della discografia dei Linkin Park. Fondamentalmente perché lo "stacco" con gli album precedenti fu piuttosto netto: se già in Minutes To Midnight ci fu un allontanamento dalle sonorità degli esordi, in questo disco il cambiamento fu ancora più evidente. A Thousand Suns è anche l'album più sperimentale del gruppo non solo a livello musicale, con l'accantonamento del rock in favore di un approccio più mirato all'elettronica, ma anche come tematiche, visto che il disco è una sorta di concept sulla guerra nucleare. L'idea di volersi spingere oltre è apprezzabile ma il risultato non fu dei migliori, e quello che ne venne fuori fu un pastrocchio confuso, come dimostrano alcune scelte discutibili come i ben sei interludi sparsi nella tracklist. A dir poco deludente.

5 - The Hunting Party [2014]
Tracce consigliate: Final Masquerade, Keys To The Kingdom, Guilty All The Same

Dopo le sperimentazioni electro pop dei precedenti A Thousand Suns e Living Things, il sesto album The Hunting Party segna quasi inaspettatamente un ritorno verso sonorità più dure. Si tratta infatti di un disco rock in pieno regola, con una produzione piuttosto grezza e ospiti importanti (Tom Morello, Daron Malakian, Rakim), che lascia poco spazio alle sonorità electro pop di Living Things, fatta eccezione per il singolo "Until It's Gone". Tutto ok quindi, e invece... Non mi ha convinto. L'ho percepito come un disco poco sentito e in sostanza poco convincente, come se la band sentisse la necessità di realizzare un contentino per i fans, e lo dimostra il fatto che all'interno della loro discografia rappresenti un capitolo quasi a sé, sfilato sia dai lavori precedenti che da quello seguente.

4 - Living Things [2012]
Tracce consigliate: Castle Of Glass, Powerless, In My Remains

Per me Living Things è l'album che avrebbe dovuto tracciare la direzione per il futuro sound dei Linkin Park, ma così non è stato. Pur non essendo chissàcosa, è un disco electro pop-rock equilibrato, che unisce melodia, suoni moderni e un tocco di ruvidità. Insomma, quello che poteva essere A Thousand Suns se le idee fossero state messe un pò più a fuoco. Preso per quello che è, Living Things è un album piacevole che riesce ad avere un'identità all'interno della discografia della band californiana.

3 - Minutes To Midnight [2007]
Tracce consigliate: Leave Out All The Rest, Bleed It Out, Given Up

Minutes To Midnight è il disco del rinnovo. Finito il nu metal come moda, Chester e soci (con l'aiuto del produttore Rick Rubin) cambiano pelle virando verso sonorità pop rock. Il sound diventa quindi più morbido, abbandonando la 'potenza' dei primi due album, anche se non mancano canzoni più tirate come l'opener "Given Up". Ovviamente non manca il gusto per la melodia orecchiabile, come testimonia il singolo di lancio "What I've Done", che riscosse un ottimo successo, ed anche gli altri singoli ("Bleed It Out", "Shadow Of The Day", "Leave Out All The Rest") ebbero un discreto riscontro. Nonostante alcuni alti e bassi, Minutes To Midnight è un buon disco che di fatto rappresenta un 'ponte' tra gli esordi rap metal e le sperimentazioni electro-pop degli album a seguire.

2 - Meteora [2003]
Tracce consigliate: Faint, Numb, Don't Stay

Quando un gruppo realizza un disco d'esordio che diventa un successo planetario si trova davanti ad una scelta: o continuare sulla linea vincente o rimettersi subito in gioco provando a cambiare e ad evolversi. Con Meteora i Linkin Park scelsero la prima opzione e in fin dei conti non hanno avuto tutti i torti visto che il disco fu molto amato dai fans, vendendo più di 15 milioni di copie nel mondo. Anche stavolta i singoli degni di nota non mancano: "Somewhere I Belong", "Faint", "Numb" e "Breaking The Habit", una traccia che di fatto anticipa le future inclinazioni della band. La formula di Meteora fu la stessa del suo precedessore, solo meno 'sofferta' e ancora più orecchiabile: non mancano quindi i riff semplici e ultra-pompati di Brad Delson, l'alternanza tra le urla di Chester ed il rappato di Mike Shinoda, oltre agli inserti elettronici di Joe Hahn (qui ancora più presenti rispetto all'esordio). Il risultato è un album godibile nella sua semplicità e coerente con il nu metal 'commerciale' proposto dalla band, anche se decisamente poco coraggioso.

1 - Hybrid Theory [2000]
Tracce consigliate: In The End, One Step Closer, With You

Penso che non ci siano dubbi nel considerare Hybrid Theory come il migliore album dei Linkin Park. E' stato il disco giusto al momento giusto: un album nu metal uscito in pieno periodo nu metal, con canzoni dirette ma anche introspettive, senza le spacconerie dei 'rivali di classifica' Limp Bizkit e senza la violenza esplicita (sia sonora che testuale) dei colleghi Slipknot e Korn. Un disco quindi aggressivo ma anche riflessivo, che in sostanza portava il rap metal in una dimensione più accessibile, e non a caso fu un successo mondiale: Hybrid Theory infatti ha venduto più di 25 milioni di copie nel mondo, diventando disco di diamante negli Stati Uniti. Per non parlare dei singoli, dalle potenti "One Step Closer" e "Papercut" agli inni "In The End" e "Crawling", anche se non vanno sottovalutate altre ottime tracce come "With You", "Runaway" e "A Place For My Head". In poche parole, fu l'album che sdoganò definitivamente il nu metal e che portò un'intera generazione ad avvicinarsi alla musica cosiddetta alternativa.

E per concludere, un ultimo omaggio...

"When my time comes
Forget the wrong that I've done
Help me leave behind
Some reasons to be missed
And don't resent me
And when you're feeling empty
Keep me in your memory
Leave out all the rest
Leave out all the rest"

R.I.P. Chester

mercoledì 28 giugno 2017

CONTROL (A. CORBIJN)


Nel 2007, dieci anni fa, uscì Control, l'ottimo debutto cinematografico del regista Anton Corbijn, noto prima di allora per aver realizzato videoclip musicali per grandi gruppi come U2, Depeche Mode e Nirvana.

Control racconta la tormentata storia di una grande icona del rock, ossia Ian Curtis, leader dei Joy Division. La pellicola, che segue fedelmente la biografia dell'ex moglie Deborah "Touching From A Distance", ripercorre le tappe più importanti della vita di Curtis (un eccezionale Sam Riley) a partire dall'adolescenza, ma anche della carriera degli stessi Joy Division. Un percorso in bianco e nero che passa dai Warsaw (il nome della band agli esordi), dalle prime performance televisive e dai primi tour, dalle canzoni che verranno composte per il capolavoro Unknown Pleasures (tra cui "She's Lost Control", da cui è tratto il titolo del film), fino alla crisi che porterà Curtis al suicidio e al conseguente scioglimento del gruppo, che proseguirà col nuovo nome New Order.

Il difetto di questa opera è sostanzialmente uno: quello di non aver approfondito a pieno le cause che hanno spinto il cantante inglese alla sua tragica decisione, puntando un po' troppo sulle sue vicende sentimentali. Il suo malessere fu la conseguenza di una depressione e di un male di vivere talmente forti che sembra riduttivo concentrarsi solamente sulla travagliata relazione con la moglie.

Riassumendo, Control è un buon 'strumento' per conoscere la storia dei Joy Division e del loro leader. Da vedere per i fans, vivamente consigliato per tutti gli altri.