giovedì 30 giugno 2016

GOMORRA - 2ª STAGIONE


*AVVISO: presenza di spoiler*

Si è conclusa anche la seconda stagione di Gomorra e il giudizio generale è molto positivo.

Intanto posso dire che Gomorra si afferma definitivamente come la serie più importante del panorama italiano insieme a Romanzo Criminale. E questo grazie ad un racconto crudo e realistico della malavita napoletana e dell'ambiente in cui essa è radicata.

Ma di differenze tra la prima stagione e la seconda ce ne sono eccome.

La seconda stagione si è concentrata quasi esclusivamente sull'evoluzione delle vicende riguardanti la gestione delle piazze di Secondigliano e Scampia, dall'ascesa di Ciro Di Marzio e della sua alleanza fino al ritorno prepotente di Pietro Savastano. Stavolta non è stato lasciato quasi alcuno spazio a vicende 'extra', ad eccezione della storia di Marinella (nuora di Scianel, ndr) che comunque alla fine si è intrecciata con la vicenda principale. La prima stagione invece, almeno nella prima parte, ha avuto più un ruolo introduttivo e descrittivo sui modi di agire della famiglia Savastano e in generale della Camorra. Basti pensare alla storia degli africani e a quella delle elezioni politiche, utili a capire le varie sfaccettature della criminalità organizzata ma meno importanti ai fini delle vicende di potere che hanno coinvolto il clan di Don Pietro.

Un altro aspetto fondamentale, e grandioso, della seconda stagione è la focalizzazione sui personaggi. Grazie alla nascita dell'alleanza tra i vari boss, in Gomorra 2 vengono introdotti tanti nuovi personaggi (Scianel, O' Principe, O' Mulatto, Patrizia, Lelluccio) e nello stesso tempo vengono caratterizzati alcuni personaggi più marginali della prima stagione, dandone maggiore risalto (O' Nano, Malammore e soprattutto O' Track), e rivelando alcuni aspetti 'inediti' di alcuni dei personaggi principali (Salvatore Conte, Don Pietro). Non a caso alcune puntate ruotano intorno ad un unico personaggio, con il fine di creare una forte empatia nello spettatore, come successo con Scaniel, Conte e O'Principe. Meno risalto invece è stato dato ai due protagonisti della serie, Ciro e Genny, anche se ad un'analisi più attenta si capisce che sia l'uno che l'altro abbiamo avuto un'evoluzione importante nel corso della serie. Ciro dallo scugnizzo ambizioso della prima stagione si è trasformato in un leader intelligente ma consapevole di vivere in una realtà troppo dura anche per lui. Genny invece è rimasto in ombra in parecchie puntate ma alla fine, grazie alla sua furbizia e alla sua freddezza, è riuscito ad ottenere tutto ciò che Ciro, sconfitto, nel frattempo ha perso: il potere, gli affari e una nuova famiglia, slegandosi finalmente dalla figura opprimente del padre. Ed aggiungo che il fatto che loro due siano le figure fondamentali della serie si capisce anche dalla puntata girata a Trieste, dove i due si trovano faccia a faccia per la prima volta dopo i fatti della prima stagione: una delle puntate migliori, dove il livello di tensione è altissimo.


Un'altra cosa, i morti. E' quello che molti si aspettavano e in questo senso gli sceneggiatori hanno accontentato il pubblico. Indubbiamente in questa seconda stagione ci sono state molte morti, alcune anche molto violente e 'controverse', come quella di Maria Rita (figlia di Ciro, ndr), che ha provocato non poche polemiche sui social network. Ma la criminalità organizzata è anche questo: non si fa problemi ad uccidere nessuno. Gomorra è una serie cruda e auto-censurarsi non avrebbe avuto senso.

Infine, se il finale della scorsa stagione lasciava intravedere delle prospettive molto interessanti (il ritorno di Don Pietro e la vendetta di Genny verso Ciro), con la morte di Don Pietro e di quasi tutti i boss della zona la prospettiva è un grosso punto interrogativo. Questo può togliere un po' di aspettativa ma gli scenari che si apriranno nella terza stagione, essendo meno delineati, possono essere molteplici e intriganti.


sabato 25 giugno 2016

ELEPHANT (G. VAN SANT)


Trionfatore al Festival di Cannes del 2003 (Palma d'Oro e miglior regia), Elephant è un lungometraggio ispirato ad un fatto che sconvolse l'opinione pubblica americana alla fine degli anni Novanta, ossia la strage della Columbine High School.

In quel massacro morirono tredici persone ma, nonostante non fu tra i più violenti nella storia delle stragi scolastiche avvenute negli Stati Uniti (basti pensare alla strage della Virginia Tech dove morirono trentadue persone), è sicuramente quello che ha avuto il maggior risalto mediatico sulla società americana. Molti furono i capri espiatori scelti dai media: videogiochi, cartoni animati, fino ad arrivare soprattutto al mondo della musica. I più bersagliati furono Marilyn Manson ed Eminem, accusati di aver ispirato il massacro tramite i testi espliciti delle loro canzoni. E non fu un caso che i loro album che ritengo migliori (Holy Wood e The Marshall Mathers Lp) sono stati proprio quelli ispirati a tutta questa faccenda, entrambi usciti nel 2000, ad un anno dalla strage. Il massacro della Columbine inoltre ispirò il film Bowling For Columbine del regista Michael Moore, che pose l'attenzione sull'uso incontrollato delle armi negli Stati Uniti, e che nel 2003 vinse l'Oscar come miglior documentario. Ma perché tutta questa attenzione verso quel massacro? Perché è figlio dei suoi tempi. Siamo nel 1999. In quegli anni la società americana aveva un'influenza molto forte e gli americani ne erano consapevoli. C'era MTV, dove potevi vedere le star del Pop politicamente corrette e i gruppi Metal con testi violenti, c'era Microsoft, c'era Napster, c'era McDonalds, c'erano i videogiochi realistici come Carmageddon, c'erano i cartoni animati per adulti come South Park e i Simpsons, c'erano le tenere storie adolescenziali di serie tv come Dawson's Creek, e c'erano, immancabili, le villette a schiera dei film americani. E tutto questo "mondo" era tenuto insieme dai media, che a loro volta esercitavano una forte influenza. Ed è in questo contesto che la strage della Columbine High School ha "rovinato" quel mondo superficialmente libero ma profondamente contraddittorio, facendo sorgere il dubbio che in realtà i ragazzi di quegli anni fossero insoddisfatti e confusi. La società americana ha dovuto interrogarsi sul perché di quella strage, ma invece di fare un'analisi approfondita fu scelta la via più semplice della ricerca, appunto, dei capri espiatori.

Ma veniamo ad Elephant... Il film descrive quella giornata, seguendo per più di un'ora, tramite molti piani sequenza, alcuni degli studenti della scuola (compresi i due assassini) prima del massacro. La regia di Van Sant è volutamente fredda e distaccata, sia nella rappresentazione della noiosa quotidianità scolastica, sia durante la strage, resa in maniera più realistica ed agghiacciante dall'assenza di musiche o effetti sonori. Elephant non mostra solamente un terribile fatto di cronaca, ma rivela in particolare come gli adolescenti americani siano a loro modo tutti vittime della loro stessa società.

Un ottimo film. Da vedere, anche per capire l'America di quegli anni.


mercoledì 22 giugno 2016

THE NEON DEMON (N. W. REFN)


Domenica sono andato al cinema perché non volevo perdermi The Neon Demon, il nuovo film di Nicolas Winding Refn. "Quello di Drive" per gli ignoranti.

A me Refn piace, e non solo perché è un ottimo regista. Ma anche perché con Drive è entrato nell'olimpo dei registi che contano, ma se n'è fregato altamente continuando a fare il suo cinema. Infatti ha realizzato Only God Forgives, un film poco adatto al grande pubblico che di conseguenza non fu accolto molto bene. Ma, come detto, lui se ne frega e ha continuato il suo percorso con The Neon Demon, un altro film non per tutti, che infatti è stato fischiato al festival di Cannes.

Dopo Ryan Gosling, il regista danese stavolta si avvale della bellissima Elle Fanning (che interpreta Jesse, una giovane aspirante modella) per criticare il mondo della moda e delle passerelle. Un mondo che, attraverso gli occhi di Refn, appare marcio, competitivo e superficiale, nel quale chi vuole emergere osserva con invidia chi ha successo. Ma nel caso di Jesse è il contrario, perchè tutti vogliono qualcosa da lei: la sua bellezza naturale, la sua giovinezza, la sua 'luce', il suo amore.

Ma in sostanza com'è The Neon Demon? E' un film 'refniano', quindi inquietante, oscuro, a tratti perverso e in un certo senso metafisico: la pellicola infatti può essere intesa come una grande metafora sull'invidia e sulla ricerca della bellezza a tutti i costi. Visivamente è molto bello, grazie ad una fotografia curata e incentrata sui colori blu e rosso (che probabilmente simboleggiano l'innocenza da una parte e la fame di successo dall'altra). Ottima anche la colonna sonora di Cliff Martinez, che in passato ha curato le musiche di Drive e Only God Forgives.

Consigliato per gli ammiratori di Refn. Per tutti gli altri, dategli una possibilità: vi perdereste un gran bel film.


martedì 21 giugno 2016

BLINK 182 - BORED TO DEATH


I Blink 182 sono tornati con una nuova canzone, e un nuovo album in uscita a Luglio.

Ascoltando "Bored To Death" si può facilmente pensare "è il solito Punk/Pop Rock". Solito?! Questo discorso lo si poteva fare dieci o quindici anni fa, quando su MTV c'erano loro, i Green Day, gli Offspring, i Sum 41, i Good Charlotte e altri gruppetti californiani. Ma adesso cosa c'è? Niente. In tv, in radio e nelle classifiche questo genere ormai è sparito.

Quindi sentire i Blink 182 che fanno i Blink 182, anche se sono 'grandi' e non sono più quelli di "What's My Age Again", mi fa un effetto decisamente positivo: la canzone quindi mi piace, non è niente di sconvolgente ma è abbastanza melodica e orecchiabile e il ritornello ha un bel tiro. Probabilmente se fosse uscita qualche anno fa avrebbe anche avuto un buon successo, ma siamo nel 2016...

Certo, fa strano vedere Matt Skiba al posto di Tom De Longe. Ma se i Blink 182 con Tom sono quelli dell'ultimo album Neighborhoods, meglio che continuino senza di lui.

"Life is too short to last long". Alla fine sono sempre i Blink...


lunedì 20 giugno 2016

NIRVANA - IN UTERO


In Utero è l'ultima opera discografica dei Nirvana, pubblicata nel 1993, un anno prima del suicidio di Kurt Cobain. L'album fotografa lo stato d'animo della band, ed in particolare del suo leader, che manifesta l'intenzione di prendere le distanze dal successo mondiale ottenuto con Nevermind.

Il disco (che Cobain inizialmente voleva intitolare I Hate Myself And I Want To Die) infatti è molto più grezzo e rabbioso del suo predecessore, con sonorità in alcuni punti quasi Noise Rock (grazie alla produzione di Steve Albini), anche se non mancano episodi più melodici. Il testamento di Kurt Cobain è quindi un album sofferto e sincero: il vero masterpiece dei Nirvana.

Da annoverare tra i grandi album degli anni novanta.

Tracce consigliate: Scentless Apprentice, Rape Me, All Apologies.


sabato 18 giugno 2016

DEFTONES - GORE


Ormai non ascolto più nuove uscite Metal, un pò perché non sto seguendo più il genere e un pò perché non c'è quasi niente di interessante da ascoltare, ma i Deftones (anche se non è facile catalogarli semplicemente come Metal) rimangono uno dei quei pochi gruppi che meritano attenzione ad ogni nuova uscita.

Gore è un buon album ma, come si suol dire, non mi ha fatto scoccare la scintilla. In buona parte ciò è dovuto al suono un pò troppo 'impastato', ma anche al fatto che in parte manchi quella carica emotiva che è sempre stata il loro punto forte, e nemmeno la componente heavy convince più di tanto, probabilmente perché il riffing del chitarrista Stephen Carpenter mi sembra sempre più 'grasso' e la cosa non mi fa impazzire. Comunque apprezzo che i Deftones riescano ogni volta a fare un album diverso dall'altro pur mantenendo il proprio sound caratteristico, e anche in questo ottavo capitolo non mancano canzoni degne di nota.

Insomma quando si parla di Deftones le aspettative sono sempre alte, ma Gore non mi ha convinto a pieno. Lo metto tra i loro album 'peggiori', insieme a Saturday Night Wrist (uscito proprio dieci anni fa).

Tracce consigliate: Prayers/Triangles, Phantom Bride.


venerdì 17 giugno 2016

LA TEORIA DEL PROFITTO DEI LOCALI



Dopo accurati studi sono riuscito ad ideare una nuova teoria economico-sociologica, nella quale viene spiegato nel dettaglio cosa deve fare un locale per funzionare e avere profitto. Intanto esistono una serie di piccoli fattori che chiamerò x, y, z ecc... che possono influire (stile, qualità dello staff, adeguatezza dei prezzi ecc...), ma esiste un fattore in particolare che è stato ritenuto fondamentale per raggiungere l'obiettivo finale, ed è il fattore che chiamerò Alfa ("a"). Il fattore Alfa altro non è che quell'elemento naturale che ha innumerevoli denominazioni a seconda dell'area geografica di riferimento, ma che per comodità chiamerò FIGA. Per FIGA si possono intendere due definizioni: quella più settaria che riguarda il sottoinsieme "categoria 1", cioè quegli esemplari di alta qualità che solitamente vengono bene nelle foto (favorendo l'afflusso di like, tag e sangue nelle cavità maschili), o quella più generalista riguardante tutto l'insieme di esseri umani muniti di vagina FIN DALLA NASCITA.

Il teorema che ne consegue è il seguente: più il fattore "a", quindi la FIGA, si avvicina al 50% dei partecipanti ad un evento, più il locale avrà successo e di conseguenza potrà aumentare il proprio profitto.

Ma, seguendo questo teorema, come è possibile aumentare l'incidenza del fattore a all'interno di un locale? Dopo una serie di ricerche, sono arrivato alla conclusione che esiste un altro fattore, che chiamerò Beta ("ß"), che stimola il fattore "a". Tale fattore "ß", il quale viene indotto dalla figura del Dj (che per non urtare la sensibilità di nessuno definirò semplicemente "persona più o meno brava che si occupa della parte musicale"), è il seguente: la musica che "quelli che ne sanno" definiscono come "di merda", e che per "quelli che non ne sanno" può essere definita come quell'insieme di canzoni che godono di una certa notorietà, che sono particolarmente ritmate e che hanno spesso contenuti lirici che stimolano la promiscuità. Nonostante il fattore "ß" non piaccia a "quelli che ne sanno" perché, appunto, "ne sanno" e quindi sono restii al parere altrui, è empiricamente dimostrato che se usato in quantità massicce può stimolare la maggiore presenza del fattore "a", attivando il classico meccanismo di causa-effetto.

Dimostrato ciò, ne consegue il seguente corollario: riconoscendo l'importanza del fattore "a" per il buon funzionamento di un locale, si riconosce di conseguenza l'importanza anche e soprattutto dell'unione tra il suddetto fattore "a" e il fattore "ß", oltre ai vari piccoli fattori x,y,z... . Quindi un locale, per ottenere un profitto cospicuo, deve perseguire la proposizione di musica definita da "quelli bravi" come "di merda" per aumentare la presenza di FIGA.